IL FIORE DELLA VITA

simbolo spirituale con il quale ci siamo imbattuti nei più svariati contesti e forse proprio a causa della sua enorme diffusione che non ti sei mai fermato a coglierne il vero significato. Il fiore della vita geometricamente composto da sei cerchi sovrapposti in egual misura ed essendo strutturato come un esagono ricorda un fiore, rimanda anche al ciclo di un albero da frutto: l’ albero fa un fiore che a seguito di metaforfosi diventa un frutto, il quale contiene in sé un seme che cadendo nel terreno cresce diventando un albero, un altro….ed ecco che il cerchio è considerato come l’emblema dell’infinito poiché non ha né un inizio e nè una fine ed anche perchè all’ interno di esse sono scrivibili tutte le altre forme dell’universo. Il fiore della vita contiene in sé il frutto della vita composto da tredici cerchi nei quali, per occhi più esperti, è possibile leggervi molte delle leggi matematiche e geometriche, non solo ma anche la struttura cellulare di ogni essere vivente. Dal fiore della vita e anche possibile estrapolare l’ uovo della vita composto da sette cerci, l’ insieme di questi cerci altro non è che la struttura pluricellulare di un embrione nelle prime ore di vita ecco perchè il fiore della vita è, dunque, riconducibile alla creazione ed alla vita nell’ universo. Secondo A. Eistein “tutta la materia è vibrazione e la vibrazione è energia” quindi se tutto è frequenza, vibrazione ed energia allora tutto è informazione e se i nostri pensieri sono informazioni cosi come anche la materia stessa. Fu Masaru Emoto a testare, senza mai provarlo compiutamente, la capacità dell’ acqua nel memorizzare le informazioni inviate dai pensieri, influenzandone le molecole che registrano le informazioni. Il fiore della vita, essendo una figura geometrica sacra, di per sé benefica, e potendo influenzare, informare la materia con frequenze e vibrazioni positive ed armoniche ed essendo noi stessi composti per lo più di acqua, questa può essere informata, addirittura positivamente, a risolvere una determinata problematica. Potresti non e sserne consapevole, ma la tua intenzione è più potente di quanto immagini. Così come l’ acqua, anche tutta la materia può essere influenzata…quindi anche gli ambienti, ti è mai succeso di entrare in una stanza e sentirti turbato da un’ aria “pesante” e negativa? Bene, solo ultimamente è stata data la giusta attenzione alla geopatia che ci permette di analizzare il cambiamento elettromagnetico del corpo umano causate dal campo elettromagnetico terrestre. Ecco perchè il simbolo del fiore della vita da noi “caricato” positivamente eposto in una stanza ci aiuta a diffondere buone vibrazioni e frequenze armoniche..

 

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LE 5 LEGGI BIOLOGICHE

La scienza da tempo ha dimostrato che l’equilibrio emozionale è fondamentale per la salute non solo psichica ma anche fisica.  Equilibrio emozionale significa innanzitutto comprensione del ruolo che le emozioni esercitano nella nostra vita e soprattutto del ruolo che le emozioni represse, le ferite emozionali del passato e i copioni emotivi esercitano sulla salute e la malattia, sulle cellule, sui tessuti e sugli organi del nostro corpo. Numerosissimi studi ormai dimostrano che le emozioni sono fatti fisici ed energetici, con precisi correlati neurofisiologici, in grado di attivare i programmi biologici codificati a livello cerebrale. Sono prodotte in automatico dalla parte autonoma-istintuale-animale del cervello che ha il compito di produrre emozioni in risposta a ciò che viviamo. Questa nostra parte autonoma-istintuale-animale elabora ed analizza gli eventi esterni che viviamo ogni momento e i pensieri che facciamo durante il giorno e produce delle risposte: le emozioni non sono altro che le risposte della parte autonoma-istintuale-animale del nostro cervello! Mente e corpo, entità spesso considerate come separate, sono invece strettamente collegate e interdipendenti, la psiche rappresenta infatti una complessa funzione del nostro corpo inscindibile da esso. Insieme formano un unico sistema integrato, influenzato da fattori biologici, psicologici, sociali. Alla luce delle neuroscienze, della fisica quantistica e della conoscenza delle leggi biologiche di Hamer è possibile prevedere gli effetti fisici di shock o traumi emozionali e risalire dal sintomo al conflitto originario e viceversa. Prendiamo spunto dalle parole dello stesso Dr. Hamer: “Per la medicina ufficiale, come pure per la medicina alternativa, tutte le cosiddette malattie sono considerate degli “errori” della natura, come una deficienza del cosiddetto “sistema immunitario”, come qualcosa di “maligno” che tenta di distruggere l’organismo. Per questo la “malattia” deve essere combattuta e debellata con tutti i mezzi di strategia medico/militare a disposizione. […].  Naturalmente non è facile riuscire, al primo tentativo, a fare il salto in una nuova dimensione e di pensare in modo biologico in medicina. “

Perché ci si ammala?”, Cos’è la malattia?”, sono le domande che tutti noi ci siamo posti da sempre alle quali mai nessuno sinora ha saputo rispondere in maniera esaustiva. Oggi, grazie alle 5 Leggi Biologiche codificate dal dr. Hamer e da lui denominate “Nuova Medicina Germanica”, non solo siamo in grado di sapere il perché e il come di una “malattia”, ma possiamo anche rispondere a una terza domanda: “Perché proprio a me?”. In base alle 5 Leggi Biologiche possiamo verificare come per qualsiasi “malattia” non si tratti di un evento casuale o soltanto sfortunato ma che è sempre parte di un programma biologico e sensato della natura, finalizzato alla sopravvivenza e comune a qualsiasi essere vivente, che sia un essere umano, un animale, una pianta o anche un feto. Le 5 Leggi Biologiche ci permettono di comprendere come Psiche, Cervello e Organi siano tre livelli dello stesso organismo e ciò che accade in quel processo che abbiamo sempre chiamato “malattia”, è visibile contemporaneamente a tutti e tre i livelli. Questo comporta che se conosco uno dei livelli posso determinare precisamente anche gli altri due. LA PRIMA LEGGE BIOLOGICA La “malattia” è generata da qualcosa di molto preciso, che Hamer definisce conflitto biologico. Niente che ci aggredisca dall’esterno, o a causa di un “sistema immunitario” debole, nessuna causa genetica. Non è causata nemmeno da uno stress o da un trauma generico, o da un conflitto psicologico, ma la “malattia” nasce con una modalità molto precisa, e cioè a causa di uno “shock acuto, inaspettato, drammatico e vissuto con un senso di isolamento” che Hamer ha denominato DHS (Dirk Hamer Syndrom, in ricordo del proprio figlio). Si definisce uno shock biologico inaspettato quando la persona viene colta “in contropiede”. Ovvero: accade qualcosa di nuovo, di inaspettato, che la persona non conosce e non detiene nella sua memoria, che attiva nel suo sistema una risposta automatica, senza che ci sia il tempo perché tale risposta possa essere mediata dalla mente. Per esempio, se la ditta dove lavoro va male perdendo nel tempo sempre più clienti e alla fine chiude, questo sarà un fatto che mi rattrista, mi preoccupa, mi fa anche arrabbiare, ma non mi fa ammalare perché non è qualcosa che accade in maniera inaspettata. Al contrario, se una mattina, arrivato al lavoro trovo sul mio tavolo una lettera di licenziamento, vivo uno shock biologico, inaspettato, che mi coglie impreparato. Il conflitto biologico ha quindi connotazioni molto precise: 1)   è immediato e inaspettato, non conosciuto prima e dunque non ha il tempo per essere mediato dalla mente. 2)   E’ acuto perchè che accade in una frazione di secondo. 3)   La persona nel momento della DHS è come staccata, isolata dal mondo, e vive quell’istante con un senso di solitudine: in quella frazione di secondo è quella persona unica a vivere lo shock. Lo shock biologico è qualcosa che la persona vive quotidianamente, anche più volte in una stessa giornata. E’ importante quindi sfatare l’idea che debba essere assolutamente qualcosa di drammatico, perché basta anche un piccolo shock per reagire istantaneamente su tutti i nostri livelli (psichico, cerebrale e organico.) Ma tranquilli! Non tutti questi shock producono uno stato di “malattia”: perché non è sufficiente vivere uno shock per produrre una “malattia” ma dipende da quanto tempo rimaniamo congelati nello stato di conflitto attivo. Ad esempio: immaginate di entrare in una stanza che vi aspettate essere vuota, di aprire la porta e di trovarvi inaspettatamente di fronte una persona. In quell’istante abbiamo una reazione immediata di “spavento/sorpresa”. Stiamo vivendo una situazione ben lungi dall’essere drammatica, ma in quella frazione di secondo abbiamo avuto, istantaneamente, una serie di reazioni immediate, cioè non mediate dalla mente, dove siamo entrati in simpaticotonia, abbiamo trattenuto il respiro, contratto i muscoli, liberato noradrenalina. Abbiamo avuto cioè tutta una serie di reazioni fisiologiche automatiche di “allarme”, immediate. In questo caso, lo shock dura solo qualche istante e dunque non produciamo nel corpo alcuna reazione riconducibile alla “malattia”. Alla DHS e dunque allo shock biologico segue sempre un preciso programma Speciale, Biologico e Sensato (SBS) e dunque una precisa risposta del nostro organismo per permetterci di farvi fronte e sopravvivere, che si attiverà in un preciso punto del nostro cervello (detto focolaio di Hamer) e nel relativo organo cui quella parte di cervello è collegato. L’aera del corpo interessata cervello-organo dipende solo dal contenuto del conflitto vissuto. Possiamo dunque dire che la DHS, ovvero lo shock biologico, non è un errore della natura ma solo una risposta biologica ad un evento acuto ed inaspettato, La DHS non è un errore ma qualcosa di sensato e utile alla sopravvivenza. La DHS è quindi qualcosa di comune, che fa parte della vita, assolutamente non malvagia. È una possibilità che la natura ha predisposto per noi in milioni e milioni di anni, per far fronte, adattandoci, alle situazioni inaspettate piccole o grandi che siano. Pensate a quando vivevamo nella foresta, dove gli adattamenti per conservare la vita e proseguire la specie erano molto più impellenti. Lo shock biologico attiva all’istante il sistema neurovegetativo: la persona entra in simpaticotonia, vasocostrizione, ha un aumento del ritmo cardiaco, mani e piedi freddi, e finché non si tranquillizza fara fatica a dormire e a mangiare e avrà continuamente il pensiero ossessivo, fisso sul problema. Questo è molto sensato in natura, perché per evitare l’attacco, l’essere vivente deve essere istantaneamente in allerta e pronto per contrattaccare o scappare. Non ha tempo né di mangiare né di dormire e si occupa continuamente del problema finché non trova la soluzione. La DHS è quindi una reazione sensata di sopravvivenza, adattamento e mantenimento della specie. Il dott. Hamer descrive il contenuto del conflitto con il semplice “linguaggio animale”, biologico, delle funzioni dell’organismo: “mancare del boccone”, “non poter mandare giù”, “non poter marcare il proprio territorio”, “sentirsi attaccato”, “qualcosa puzza nell’aria”, ecc.. Ciò di cui parliamo è proprio di un sentito diretto, biologico, non mediato, che un essere umano, un gatto, un cane, un cavallo, un neonato o anche un feto vivranno con la stessa modalità. È chiaro che poi quando parliamo di “essere umano”, il sentito animale va tradotto con riferimento all’esperienza dell’essere umano di oggi e, se per l’animale “mancare del boccone essenziale” vuol dire effettivamente morire di fame, cioè non trovare il cibo, l’essere umano può sentire la stessa cosa se fa bancarotta, perde il lavoro o la casa. Ma sia l’animale che non ha più il cibo sia l’uomo che ha perso il lavoro, reagiranno entrambi producendo, in conflitto attivo, un caso di malattia sul proprio corpo. Quindi, riassumendo la prima Legge di Hamer, possiamo dire che ogni programma Speciale, Biologico e Sensato (SBS) è generato da una DHS e dunque da uno shock acuto, inaspettato e vissuto con un senso di isolamento, che si verifica contemporaneamente ai tre livelli: Psichico – Cerebrale ed Organico. Nell’istante della DHS è il contenuto del conflitto (cioè quello che l’individuo sente profondamente) a determinare sia la localizzazione nel cervello dove si attiva il Focolaio di Hamer (FH), e conseguentemente, l’organo che reagirà. Il decorso del programma SBS sui tre livelli (psiche – cervello – organo) è sincrono, a partire dalla DHS fino al termine della fase di soluzione del conflitto. LA II LEGGE BIOLOGICA : Il dr. Hamer ha scoperto che il Programma Speciale, Biologico e sensato (SBS) è bifasico se arriviamo alla soluzione del conflitto biologico, altrimenti perdura la prima fase (fase di conflitto attivo). Dopo una DHS si attiva immediatamente il Programma Speciale, Biologico e sensato (SBS). Questo si articola in due fasi: La prima fase è quella fase di Conflitto Attivo. A partire dal momento della DHS il nostro organismo entra nella prima parte del programma, quello definito di Conflitto Attivo o Simpaticotonia permanente. Si tratta di una fase fredda, dove siamo in tensione, ripensiamo ossessivamente al conflitto e avremo una attivazione dell’innervazione simpatica del sistema nervoso autonomo. Indicatori tipici sono la vasocostrizione, l’aumento della frequenza cardiaca, respiratoria e della pressione arteriosa, irrigidimento, sudore freddo ecc.. I nostri vasi sanguigni sono contratti e per questo avremo le estremità fredde, il ritmo cardiaco e respiratorio è accelerato e il nostro organismo libera noradrenalina nel sangue. In questa fase, a parte la sensazione di freddo e l’insonnia, non avvertiamo praticamente alcun sintomo. In questa fase troveremo le cosiddette malattie fredde (astenie, anemie ecc.). Il tempo che intercorre tra l’inizio e la fine della prima fase, quella del conflitto attivo, non è dettato dalla natura ma dalla nostra capacità, possibilità o disponibilità, a non rimanere congelati nel problema e ad agire per risolverlo. più tempo sto in un dato conflitto, più tempo e lavoro ci vorrà poi da parte del corpo e del cervello, per riparare e riportare a normalizzazione gli organi che si sono attivati. Ecco perché le piccole DHS quotidiane non “producono malattia”. In effetti, pur vivendo diverse DHS in una stessa giornata durando pochi istanti o minuti, il corpo non avrà avuto sufficiente tempo di conflitto attivo da richiedere poi un tempo di riparazione che diventi visibile a livello sintomatico. Cerchiamo di capire come poter risolvere un conflitto biologico. Un conflitto biologico può risolversi solo se la persona si attiva per superarlo: una volta riconosciuto, è essenziale attivarsi per accettarlo e andare oltre. È necessario dunque creare le premesse perché il conflitto biologico arrivi a soluzione. Quando questa arriverà produrrà una profonda e intima sensazione che tutto è di nuovo a posto.  La seconda fase dell’SBS e dunque del Programma Speciale, Biologico e sensato è quella della riparazione. Dopo la soluzione del conflitto il programma prevede un periodo di riparazione sia dei tessuti che hanno lavorato sia del focolaio cerebrale correlato, per riportare l’organismo a normalizzazione. E’ un momento di sfinimento paragonabile a quando un animale si riposa dopo una corsa. Questa fase è detta di vagotonia permanente. E’ una fase calda, che vede la prevalenza dell’innervazione parasimpatica (o vagale) del sistema nervoso autonomo con vasodilatazione e rallentamento del ritmo cardiaco e respiratorio. E’ una fase espansiva, caratterizzata da forte stanchezza, dolore, febbre e ritorno progressivo dell’appetito. E’ in questa fase di riparazione che abbiamo la maggior parte dei sintomi per cui ci sentiamo “malati”.  Cosa succede nel Cervello durante il programma bifasico? La “malattia” è una risposta biologica ad un ordine sensato del cervello: ad un determinato sentito conflittuale, un’area precisa del cervello si attiva per dare una risposta sensata, attivando l’organo più adatto a fornire tale risposta. La cellula, l’organo ed il cervello sono strettamente interconnessi”, e “nulla succede all’interno di un organismo senza il coinvolgimento del proprio computer centrale che è il cervello”. E’ evidente quindi che anche nelcervello, in modo sincrono con l’andamento del programma SBS, avremo dei segnali, visibili a tac cerebrale, che saranno diversi nelle diverse fasi, ma che si presenteranno sempre in modo uguale,  indipendentemente dall’organo attivato.  Se per la fase di conflitto attivo il tempo in cui resto congelato nello stress dipende dalla nostra personale capacità di trovare una soluzione al mio conflitto biologico, per la fase di riparazione invece non siamo noi a decidere, ma la durata dipenderà da quanto è stata lunga, intensa e impegnativa la fase di conflitto attivo. Il corpo ha bisogno del suo tempo per riparare e noi possiamo solo assecondarlo contenendo i sintomi più importanti e la vagotonia eccessiva. Se vivo un conflitto per quattro giorni pieni, allora, per riparare, avrò bisogno di 4 giorni.  LA TERZA LEGGE BIOLOGICA Con la Terza Legge possiamo osservare le correlazioni tra il sistema ontogenetico (la composizione dei vari tessuti) e la Seconda Legge, quella del decorso bifasico dei programmi SBS delle malattie. E’ l’organizzazione del Sistema ontogenetico (il comportamento dei tessuti) nelle diverse fasi della curva bifasica di un SBS. La terza legge comporta un vero e proprio capovolgimento diagnostico, nel senso che sapendo da quale area cerebrale è innervato un tessuto e come si comportano i tessuti nelle diverse fasi, dato un sintomo si ha modo di conoscere il tessuto e perciò il suo comportamento, in che fase siamo , cosa possiamo aspettarci e come quindi intervenire, quando serve, nel modo più opportuno. Per essere più specifici: i tessuti del Paleoencefalo, il cervello antico (innervati dal Tronco cerebrale e dal Cervelletto).

  • Nella fase di Conflitto Attivo (quando cioè siamo dentro il problema) subiscono un aumento della funzione eproliferazione cellulare. Ad esempio: se viviamo una DHS per cui vorremmo inglobare o sputare un “boccone” abbiamo istantaneamente un aumento di funzione (e produciamo più saliva proprio a tale scopo) e se non basta aumenteremo anche il volume della  ghiandola salivare in modo da avere ancora più saliva.
  • Nella fase di Riparazione (quando abbiamo risolto il mio problema e cioè abbiamo inglobato o sputato il boccone) abbiamo caduta funzionale (non produciamo più saliva) e le cellule che sono cresciute in più, non essendo più utili, vengono caseificate, ad opera dei funghi o micobatteri. Se non ci sono funghi e micobatteri, la zona rimarrà incistata. Alla fine del processo, arriveremo a normalizzazione.

Per i tessuti del Neoencefalo (innervati dal Midollo cerebrale e dalla Corteccia)

  • Nella fase di Conflitto Attivo (quando cioè siamo dentro il problema) subiscono una riduzione della funzione e riduzione cellulare, necrosi, ulcere. Ad esempio: se viviamo una DHS per cui ci sentiamo separati dal contatto con qualcuno, riduciamo la sensibilità e anche la crescita cellulare per cui avremo la pelle secca.
  • Nella fase di Riparazione (quando abbiamo risolto il nostro problema e cioè abbiamo ritrovato il contatto) abbiamo caduta funzionale e ricrescita cellulare. In presenza di batteri o virus, la ricrescita e cicatrizzazione sarà più evidente. Alla fine del processo arriveremo a normalizzazione.

Riassumendo: abbiamo quindi due tipi distinti di crescita, una in fase di conflitto attivo (paleoencefalo: tronco e cervelletto) e una in fase di soluzione (neoencefalo: corteccia e midollo cerebrale). Inoltre queste due diverse crescite sono assolutamente sensate: abbiamo una crescita in fase attiva che è funzionale alla sopravvivenza per gli organi diretti dal paleoencefalo e abbiamo una crescita in fase di soluzione che è funzionale alla riparazione per gli organi diretti dal neoencefalo. LA QUARTA LEGGE BIOLOGICA I microbi sono condizionati ontogeneticamente. Vale a dire che non si muovono in modo autonomo nel nostro corpo ma su ordine del cervello ed ogni categoria dei microbi è correlata ad un tessuto particolare. I microbi non sono, come comunemente si pensa, degli agenti patogeni, cioè non sono loro a produrre una “malattia”, ma simbiotici ad un determinato tessuto e all’area cerebrale che lo innerva. Il loro comportamento sarà quindi conseguente. Tutti però diventano “attivi” solo a partire dalla fase di riparazione di qualsiasi tessuto:

  • Funghi e micobatteri: vengono diretti dal paleoencefalo, cioè dall’endoderma del tronco cerebrale e dal mesoderma antico del cervelletto. Iniziano a proliferare già a partire dalla fase di conflitto attivo (insieme e proporzionalmente alla proliferazione del tessuto) ma si attivano solo a partire dalla conflittolisi. Ed è una cosa molto sensata che ha fatto la natura poiché così saranno numericamente pronti per demolire le cellule che non servono più durante la fase di riparazione.
  • Batteri: vengono diretti dal Midollo cerebrale (neoencefalo). Proliferano e si attivano solo a partire dalla fase di riparazione (Pcl) per sostenere la riparazione delle necrosi prodotte in fase di conflitto attivo (che avverrebbero comunque).
  • Virus: vengono diretti dalla Corteccia cerebrale (neoencefalo). Proliferano e si attivano solo a partire dalla fase di riparazione (Pcl) per sostenere la riparazione delle necrosi e  ulcere prodotte in fase di conflitto attivo (che avverrebbero comunque).

LA QUINTA LEGGE BIOLOGICA Tutto in natura è simbiosi: la quinta Legge di cui parla il dr. Hamer è in fondo la sintesi del pensiero di fondo di queste scoperte: in natura non c’è nulla che sia “maligno” o “benigno”, non si basa sulla lotta per la specie, ma, al contrario, su di un equilibrio dinamico dove tutti gli elementi sono simbiotici. Ogni programma speciale e biologico è sensato. Ciò che abbiamo sempre definito come “malattia” è in realtà una parte del  programma speciale  biologico e sensato della natura (SBS), che essendo un programma, ha la sua ragione e scopo di esistere. Non c’è nulla che la natura faccia a caso, ed è evoluta per tutte le forme viventi in modo che potessero essere adattabili e capaci di trovare soluzioni nelle situazioni inaspettate. Il problema è che noi esseri umani siamo in grado di trasformare un momento di sana attivazione (programmata apposta  per noi dalla natura), in anni di sofferenza e recidive, producendo una massa conflittuale tale da renderla poi ingestibile. La natura non ci chiede di non fare conflitti, anzi ci ha predisposti per superarli, ma non ha previsto  le recidive oltremisura e la nostra disponibilità a morire piuttosto che rinunciare alle proprie ragioni. Le scoperte del dr. Hamer quindi, non solo ci permettono di sapere cosa stia succedendo nel nostro intero sistema (psiche, cervello e organo) e a sapere come comportarci di conseguenza, ma ci spingono anche a conoscerci, a riconoscere ciò che di vero è per noi e a scegliere cosa fare della nostra vita, essendo fedeli a ciò che di più profondo e ingiudicabile è vero per noi.  Uscire dall’idea di cosa sia giusto e cosa sbagliato ci aiuta a capire questa sinergia tra i vari elementi della natura.E noi esseri umani, che lo vogliamo o no, facciamo parte di questa natura e sottostiamo alle sue regole. Questo ci fa riflettere come spesso noi esseri umani, invece di reagire, rimaniamo congelati nel problema, fermi a “dimostrare le nostre ragioni”, e continuiamo ad aumentare la massa conflittuale. Tendiamo piuttosto a continuare a vivere una situazione impossibile, anestetizzandoci nella percezione del come stanno le cose, impedendoci così di reagire, di fare qualcosa di diverso e quindi risolvere. Grazie alle 5 Leggi biologiche, possiamo ora tornare a essere più vicini al nostro “sentire” biologico, più attenti a ciò che davvero è importante, necessario o pericoloso per noi, come persone uniche, con la nostra storia personale.Questo articolo non vuole essere un documento di medicina, non promette cure miracolose o metodi terapeutici. Pertanto alcuna responsabilità potrà essere imputata al suo autore per qualsiasi applicazione che se ne dovesse fare.

 

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